Continua il viaggio di Mara Dinunno per Woman & Bride alla scoperta delle botteghe artigiane di Barcellona. Questa volta Mara ha “scovato” lo studio di Coco Zagazeta.

Coco Zagazeta: bijoux glocal

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Durante questo mio periodo a Barcellona sto incontrando delle persone straordinarie. Ciò che mi colpisce di più di questa città, ed ovviamente dei suoi abitanti, è una sensazione di estrema libertà, come se seguire le proprie inclinazioni e la propria creatività, sia realmente l’unico modo di vivere possibile.

Una di queste persone, appunto, incredibilmente libera ed incredibilmente interessante, che ho avuto la fortuna di conoscere si chiama Coco Zagazeta e di professione realizza collane. La prima volta che l’ho incontrata, dopo aver sentito parlare di lei da comuni amici, ho subito pensato alla parola tedesca Fernweh che starebbe a significare “desiderio di luoghi lontani”. Reminiscenze delle mie passioni del liceo, i poeti romantici ottocenteschi.

Coco ha esattamente nello sguardo quella luce da istinto migratorio, cosa che è stata confermata dalla nostra chiacchierata, lei in un discreto italiano io in un pessimo spagnolo. Abbiamo parlato del Sud America, del Perù, dove è nata, dell’Africa, ha vissuto a Marrakesh, dell’Europa, dell’Italia, la Liguria dove ha abitato anni addietro … sempre, durante i suoi viaggi, lei ha raccolto elementi di monili che particolarmente la colpivano e da sempre ha creato con questi dei gioielli, anzi dei talismani. Le sue realizzazioni sono intrise di credenze e significati profondi: non è solo un “mettere insieme” seguendo una fascinazione visiva e tattile di vari elementi, ma creare qualcosa di estremamente unico, ricco di energie, con una propria personalità e che vada a sintonizzarsi con l’aura di chi poi possiede quell’oggetto. Ho capito fino in fondo queste cose, che comunque già da subito mi hanno colpita, solo giorni dopo quando ho rivisto Coco nella sua bellissima abitazione – studio nel Barrio de la Ribera vicino al Palau de la Musica Catalana.

I monili che mi ha mostrato nel suo laboratorio pieno zeppo di oggetti provenienti da ogni parte del globo, sono la quintessenza del sincretismo culturale, conservano una forza, un’energia quasi arcaica: ametiste precolombiane affiancate a “la Mano Milagrosa”, croci berbere a simboli cristiani, pietre dure moderne e tessuti peruviani.. Tutto ha una logica che travalicava l’estetico. Non so dire come, ma si percepisce in questi insiemi come un contatto interculturale, una reinterpretazione simbolica che mi fa pensare alle ibridazioni, al concetto di “glocal” o al professor Vasantkumar quando dice che il sincretismo è “un processo di mixaggio del compatibile e di fissaggio dell’incompatibile”. La sensazione che si prova, poi, indossando queste collane è in tema con quello che sembrano: talismani degni di una principessa azteca, forti, ricchi di un’energia che parla della passione con cui Coco li ha realizzati e delle cose non dette, inespresse, che ognuno di noi può intravedere fra quegli archetipi.

di Mara Dinunno

Photeos by Mara Dinunno

More info: about.mara.di@gmail.com

http://cocozagazeta.com

http://menchentomas.com