Troppo forte era la tentazione di tornare sull’argomento delle violenze domestiche, per questo scrittore che ha fatto dell’impegno il motore             principale della propria ispirazione.

Dopo aver sviscerato le ragioni dell’impulso maschile al maltrattamento dei propri cari, e in particolare della donna, in Perché gli uomini picchiano le donne, tema peraltro drammaticamente presente nel libro immediatamente successivo, GHBLa droga dello stupro, Pascal Schembri torna a guardare in faccia lividi e percosse inferte al gentil sesso spinto forse da un desiderio di rivalsa.

Non a caso stavolta i campioni che sceglie di rappresentare sono donne, quasi tutte mogli, che ai maltrattamenti fisici e psicologici hanno opposto una ribellione di varia foggia e misura. Più o meno fortunati, i loro sforzi si sono mossi in direzione dell’affrancamento dalla brutalità, verso una liberazione niente affatto rivoluzionaria.

Ciò che colpisce è proprio la normalità fondamentale delle aspirazioni cui tendono le donne narrate in quest’opera. Il recupero della dignità di essere umano non dovrebbe diventare oggetto di discussione, eppure il mondo descritto dalle protagoniste di queste nove storie vere è un universo in cui elementi tanto essenziali quali il diritto a vivere, ad autodeterminarsi e a non venire schiavizzati sembrano pretese ben al di sopra dell’ordinaria giustizia sociale.

Un affresco scuro a tinte rosa poiché, anche se agrodolce, il finale d’ogni racconto vede migliorate le sorti di queste eroine. Lo stile di Pascal Schembri nel riportare i loro resoconti è meno distaccato che in passato. A volte si atteggia a reporter, altre a narratore, non mancando mai, a un certo punto, di presentare le proprie riflessioni in prima persona.

Note sullautore 

Il suo viaggio artistico-culturale parte da Realmonte, sua terra natia e terra che definisce “dell’anima”. In seguito girerà l’Europa fino a stabilirsi a Parigi.

Un’infanzia vissuta nella Sicilia dell’immediato dopo guerra, periodo storico duro, ma che lui riesce a vivere sempre in un clima creativo, maturando sin dai primi anni la passione per la scrittura, la musica e per l’arte.

Una personalità complessa, solare, vigorosa quanto malinconica. Un’ipersensibilità che gli permette di captare ogni sfumatura dell’essere e di ciò che ci circonda.

I suoi libri ripercorrono dimensioni dell’anima che danno ampio spazio all’immaginazione, il suo sguardo è incessante sul mondo e sulla cultura.

Attento osservatore della realtà ma anche dell’interiorità umana, conia nuovi termini, parla di amore, di crudeltà, di violenze coniugali, di delitti, di vicende sociali e sentimentali, interpreta la vita di artisti come Marilyn Monroe o Edith Piaf.

Pascal Schembri, un bambino che parlava alle stelle, perché il suo universo interiore venisse compreso, intriso dell’ orgoglio di questa terra sopravvissuta alle mille invasioni, abbagliante come il riflesso della Scala dei Turchi sotto i raggi del sole, divenuto scrittore definito un caso raro nel panorama internazionale.