Amedeo Brogli inaugura la mostra “Vedute Romane e Figure”

Gran folla di pubblico tra appassionati del mondo dell’arte, nobiltà ed attori per la mostra di Amedeo Brogli dal titolo “Vedute Romane e figure” alla Coffee House fino al 14 febbraio. In una serie di dipinti esposti viene raccontata la “Città Eterna”, attraverso sfaccettature diverse che però si ricompongono come in un puzzle.

Marco Mergè, Tea, Principe Ascanio Colonna, Elena Parmegiani
Jeanne Colonna, Maria Cristina Paoluzzi, Amedeo Brogli

Skyline, ruderi, architetture, ponti, cupole, protagonisti delle tele, sono esaltati da colori decisi e bilanciati che conferiscono a quegli spazi un’identità da fiaba contemporanea o meglio visionaria. Poi i dipinti complessi, quasi concettuali, dove la staticità delle figure, disposte con perizia teatrale, è controbilanciata dalla vitalità dell’elemento cromatico, per opere di grande respiro. Sono notevoli i nudi femminili delle “nuove romane”. Importante è stato il decennale rapporto di Brogli con Renato Guttuso, del quale è stato aiuto in alcuni dipinti su tela e per i dipinti pubblici di Varese e di Messina. Afferma Brogli:Ho lavorato su un immaginario preesistente, in dipinti che raccontano una Roma tra Sacro e Profano. Le mie scelte stilistiche ed espressive sono caratterizzate da un figurativo a volte lirico”.

Amedeo Brogli, Graziano Scarabicchi, Elena Parmegiani, Laura Brogli
Lara Almerico, Graziano Scarabicchi

L’opening ha avuto anche la presenza della madrina della mostra la Principessa Jeanne Colonna. Elena Parmegiani, Direttore Eventi della Coffee House, ha accolto i numerosi ospiti della serata: il Principe Ascanio Colonna, le contesse Marina Pavoncelli e Federica Pecci, la marchesa Rossella Tino Antinori, lo scenografo Jean Paul Troili, Donna Paola Mainetti, le attrici Francesca Valtorta e Lara Almerico, gli attori Graziano Scarabicchi e Vincenzo Bocciarelli, lo stilista Vittorio Camaiani e i direttori di Woman & Bride, Erika Gottardi e Massimiliano Piccinno. Il cocktail è stato curato dalla La Maison di Bacco di Claudio Maltese e dalla Cantina Casata Mergè di Marco Mergè. Quest’ultima è una storica azienda familiare situata sulla cornice dei castelli romani. Una serata dedicata all’arte, al bello e alla valorizzazione della città eterna.

Elena Parmegiani, Vincenzo Bocciarelli
Camelia Lambru, Vincenzo Bocciarelli, Erika Gottardi, Massimiliano Piccinno
Amedeo Brogli, Erika Gottardi, Camelia Lambru
Casata Mergè

Amedeo Brogli tra Sacro e Profano

Amedeo Brogli nato in Lucania, vive e lavora a Roma. Compiuti gli studi artistici, frequenta il corso di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e, successivamente, si trasferisce a Roma dove si inserisce nell’ambiente dell’arte e dello spettacolo. Importante è stato il decennale rapporto con Renato Guttuso, del quale è stato aiuto in alcuni dipinti su tela e per i dipinti pubblici di Varese e di Messina. Ha curato scene teatrali e collaborato a scenografie cinematografiche. Buon conoscitore delle tecniche pittoriche, è intervenuto in molte case prestigiose, chiese e ambienti pubblici in Italia e all’estero, Monaco di Baviera, New York, Parigi dove ha lavorato per il Museo d’Orsay. Ha tenuto mostre personali, partecipato a collettive e, sue opere, disegni, incisioni, dipinti, ritratti si trovano in diverse collezioni in Italia e all’estero. Figurativo convinto, Brogli, nelle sue composizioni, frutto di una buona perizia estetica, conferisce alla realtà un paradigma universale. La sua pittura ora attenta, ora fluida, ora spatolata, si dipana in trame cromatiche che fissano le cose e i corpi in uno spazio che si fa dispositivo formale atto a universalizzare il valore delle forme, specie nei soggetti singoli. Le strutture compositive che si generano, cariche di una bellezza plastica, ridondante ma mai eccessiva, comunicano una tensione estetica capace di diventare un autentico linguaggio culturale. Il culto per l’arte classica diventa in Brogli carburante per una energia creativa che sa stabilire un rapporto intenso e fecondo fra istanze moderne e tradizione. L’instancabile tensione creativa di Brogli si dispiega così nella esplorazione della forma e della bellezza, anzi nella bellezza della forma. La sua è una tensione moderna che sa tradursi nella lingua antica ed eterna dell’arte.

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