Importante scoperta nel mondo dell’arte: torna alla ribalta la “Dama con Pelliccia” di Leonardo da Vinci

Sono passati 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, e in occasione di questo importante anniversario torna alla ribalta un suo dipinto, “Dama con Pelliccia”, realizzato a Milano nel periodo 1495-1499 e rimasto nascosto per quasi un secolo.

“RITRATTO DI DAMA CON PELLICCIA” – 1491-1495 – LEONARDO DA VINCI 1452-1519
Olio si pannello pioppo – 61,5×54,5 Cm – Periodo 1495 -1499 con cornice d’epoca

Si tratta di un’opera di grande impatto emotivo, realizzata su pannello di pioppo di 61,5 cm di altezza per 54,5 cm di larghezza. Molti gli elementi tipici del Leonardo pittore: l’opera raffigura una giovane dama dallo sguardo malinconico e malizioso, con un accenno di sorriso la cui ambiguità rinvia a quello della Gioconda. La posa della mano è simile alla Dama con l’ermellino.

Sulla base della ricostruzione storica, è molto probabile che il dipinto sia stato eseguito nel periodo milanese, quando Leonardo era al servizio di Ludovico il Moro, e che  il dipinto fosse ancora nelle mani di Leonardo durante la sua permanenza a Roma e successivamente negli ultimi anni ad Amboise.

Dal 1691 al 1700 l’opera fece parte della collezione privata di Antonio Pignatelli, Papa Innocenzo XII. In un passaggio successivo di proprietà lo si ritrova presso la residenza di Domenico Morelli, Vescovo di Strongoli, più tardi vescovo di Otranto.

Dal 1975 il dipinto è in possesso di una famiglia residente in Germania, e viene riportato oggi alla luce per opera di Silvano Vinceti, Presidente del Comitato per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali.

Molti gli studiosi che attribuiscono senza ombra di dubbio l’opera a Leonardo: in un suo scritto del 2 settembre 1921 Adolfo Venturi  -uno dei più grandi storici dell’arte del secolo scorso- afferma: “.. Questo magistrale ritratto di giovane Dama dal profilo delicato e soave è opera certa di Leonardo… “.

Nel 1967 si pronunciano in tal senso il prof. Ed Fischer, il prof. Dr Zimmermann, e sempre in quell’anno un’altra valutazione di certa attribuzione giunge dal prof. Dr. Stangel. Nel 2000 arriva la valutazione del prof. Dr. E. Ullmann di Lipsia a cui si aggiunge quella del prof. Dr. Ingo Sander di Colonia.

Infine, nel 2002 giunge la sicura attribuzione a Leonardo del suo massimo esperto: il prof. Carlo Pedretti.

” La valenza attributiva di alcuni fra i più grandi esperti di Leonardo, dal Venturi a Carlo Pedretti sono la garanzia della sua autenticità- ha dichiarato Silvano Vinceti- Accanto a questi prestigiosi expertise, inoltre, ci sono alcuni elementi oggettivi che ne avvalorano l’autenticità, oltre al fatto che il paesaggio raffigurato nella “Dama con pelliccia” è fortemente somigliante a quello collocato a sinistra della Gioconda.

Nella Dama con l’ermellino, esaminata con la tecnica dei raggi infrarossi, fu ritrovata una finestrella con paesaggio, poi eliminata, che risulta essere identica a quella presente nella Dama con pelliccia.

Infine, la Dorotea -o ritratto di giovane romana con cesto di frutta- realizzato da Sebastiano del Piombo, presenta un’identica struttura compositiva. Sebastiano del Piombo dal 1511 si stabilisce a Roma, mentre Leonardo vi giunge nel settembre del 1516.  È altamente verosimile che Sebastiano del Piombo abbia visto la Dama con pelliccia, ne sia rimasto colpito, e se ne sia avvalso per la sua Dorotea.”

Lettera di Carlo Pedretti il massimo esperto di Leonardo Da Vinci nel mondo

PROVENIENZA:

1513/1414: presumibilmente ancora in possesso di Leonardo da Vinci durante il suo soggiorno al Belvedere del Vaticano. Vedi Prof. Ernst Ullmann, “Leonardo da Vinci e Raffaello Santi” stampato da Koenthen Gmbh, Lipsia 2006, “Das Portrait einer jungen Dame mit Pelz”, pag.29.

1516/1517: presumibilmente ancora in possesso di Leonardo da Vinci in Francia, poi collezione del Cardinale Luigi d’Aragona presso la Corte di Francesco I, vedi Prof. Dr. E. Ullmann loc.cit.: Note nel diario di viaggio del segretario del Cardinale d’Aragona, e anche Maike Vogt-Luerssen “Wer ist Monna Lisa-Auf der suche nach ihrer identitat” (“Chi è Monna Lisa? In cerca della sua identità”)-Norderstedt 2003;

1691-1700: l’opera era nella collezione privata di Antonio Pignatelli, Papa Innocenzo XII, che probabilmente la acquistò da Luigi XIV in Francia, (vedi Prof. Dott. E Ullmann “Provenienz des Portraits der Dame mit Pelz” – “Provenienza del Ritratto di Dama con Pelliccia” in “Leonardo da Vinci und Raffael Santi”, loc.cit.;

29.01.1748: la tela è passata dalla tenuta di Antonio Pignatelli e del Vescovo Julius Pignatelli alla collezione di Domenico Morelli, vescovo di Strongoli, più tardi Vescovo di Otranto, che era in rapporto con la famiglia Pignatelli;

1792: collezione di Vincentius Maria Morelli, Vescovo di Otranto;

Ca. 1850 passa nella collezione del Marchese Moramarco, Milano;

1900/1921-1975: proprietà di una famiglia di industriali della Germania Occidentale; certificata e poi venduta a una famiglia di industriali tedeschi nel 1975;

1975- ibid. proprietà di una famiglia della Germania Occidentale. Esiste una dichiarazione legale realizzata da un rinomato studio di Amburgo che conferma la provenienza del dipinto e la sua legale acquisizione libero da diritti di terzi.

PERITI, PERIZIE E OPINIONI:

PROF. DR. ADOLFO VENTURI, Roma, ESTRATTO: 2 settembre 1921, “Questo magistrale ritratto di giovane Donna dal profilo delicato e soave è opera certa di Leonardo…etc.” certificato dal Notaio Nicola Daprile, Roma;

PROF. DR. ED. FISCHER, Monaco di Baviera, ESTRATTO: 8 gennaio 1967: “…il dipinto ha l’aspetto di un’opera d’arte superiore ed io sono certo e convinto che si tratti di un’opera del grande maestro Leonardo da Vinci…Certamente questa tela, “Ritratto di giovane donna”, era già famosa nel XVI secolo, perchè Sebastiano del Piombo l’ha riprodotto, con leggeri cambiamenti, nel suo “Ritratto di giovane donna romana” attualmente a Berlino. Questa famosa opera è in condizioni molto buone”;

PROF.DR. ZIMMERMANN, Direttore dei Musei Statali di Berlino, in data 13 Aprile 1967 ESTRATTO: “Ho visto l’originale del ritratto Giovane Donna (su pannello di legno) e condividendo il parere di A.Venturi espresso nel 1921, lo considero come opera di Leonardo da Vinci…”;

PROF.DR.STANGEL,Trutzing 13 Aprile 1967, come sopra  “…Un’ opera originale di Leonardo da Vinci…”;

HENNING STRUBE E BEATE STRUBE-BISCHOF, restauratori a Monaco di Baviera, 20 Agosto 1977, esaminarono la tecnica pittorica, e in particolare i colori e i supporti della tela per paragonare questi dati con il ritratto di Sebastiano del Piombo;

PROF.DR. ULLMAN, Lipsia, 13 Luglio 2000; ESTRATTO: “…Alla fine di tutte le osservazioni fatte, solamente Leonardo da Vinci può essere l’autore di questa opera…L’Opera si pone tra le sue più belle. Nel suo spirito e stile anticipa la “Monna Lisa” ed anche le due versioni della “Vergine con bambino e Sant’Anna” … la paternità di Leonardo è sostenuta dalle analisi di stile e forma… All’analisi del pannello originale si è aggiunto lo studio dello schizzo reso visibile con la reflettografia infrarossa, che conferma quanto detto”;

PROF.DR. INGO SANDER, Colonia, Aprile 14, 2000- Esame ai Raggi X e Reflettografia infrarossa. Verifica del pannello di pioppo e del bozzetto del maestro apparso.

ESTRATTO DELL’OPINIONE DEL PROF.CARLO PEDRETTI, Accademia Leonardo da Vinci, Firenze, e Direttore dell’Armand Hammer Centre for Leonardo Studies all’UCLA-University of Los Angeles- 4 Gennaio 2002,: ”a chi di dovere…Adesso che ho conosciuto completamente l’opera originale ed ho studiato a fondi i risultati dei recenti test di laboratorio, in particolare la Spettrografia, mi sono convinto che il carattere, lo stile e le superiori qualità tecniche, ben giustificano l’attribuzione a Leonardo da Vinci come propose per primo ADOLFO VENTURI con un attestato in data 2 Settembre 1921. Il soggetto è lo squisito ritratto di una donna posizionata nella caratteristica maniera “vista di spalle” che è stata introdotta per la prima volta nell’arte da Leonardo stesso con l’Angelo della “Vergine della Rocce” del Louvre a Parigi, e particolarmente negli studi di Torino per la stessa tela. La mano che tiene la pelliccia e il paesaggio visto dalla finestra aperta sono anche indicazioni importanti di un’invenzione di Leonardo, che doveva infatti avere una veloce risposta da Sebastiano del Piombo con la “Dorothea” di Berlino…”;

PROF. CARLO PEDRETTI, stessa opinione menzionata sopra, datata 4 Gennaio 2002, sotto l’intestazione UCLA-UNIVERSITY OF LOS ANGELES (USA) con una nota scritta di suo pugno: “PS. È anche mia intenzione proporre alla proprietà di esporre l’opera in un prestigioso museo Italiano.”

PROF. DR. Ernest ULLMANN, Lipsia, 10 Luglio 2003, una terza opinione che questo dipinto è opera di Leonardo da Vinci e da catalogare tra le opere del maestro.

PROF.CARLO PEDRETTI, CARTER VITONI, 5 Ottobre 2002, expertise sul retro di una fotografia, che dopo aver visto il dipinto ad Amburgo il 20 Giugno 2002; Estratto: “Nella mia opinione si tratta di un’opera autentica di Leonardo da Vinci, ed ne ho intrapreso un accurato studio…”;

VALUTAZIONI INTERNAZIONALI, INTER ALIA

THE ART LOSS REGISTER, INC. New York, N.Y., Beth Kocher, ESTRATTO:

August 17, 2006, ALR Ref. 23635, “Abbiamo terminato le ricerche nella Bancadati dell’Art Loss Register della seguente opera: Portrait of young Lady with Fur, Artista: Leonardo da Vinci. Medium: Olio su pannello di pioppo 54.5X61.5CM. ALTRO: non consegnato- Provenienza fornita. (in questa parte della lettera sono elencati tutti dati come provenienza, perizie, etc.). “Noi certifichiamo che questo oggetto/opera a nostra conoscenza non è mai stata dichiarata o registrata nei nostri registri come persa o rubata. E che nessun atto simile è stato registrato negli anni dal 1933 al 1945 etc.”.

BIBLIOGRAFIA

CARLO PEDRETTI, ACHADEMIA LEONARDI VINCI, Journal of Leonardo Studies &

Bibliography of Vinciana, The Armand Hammer Centre for Leonardo Studies at UCLA, Gruppo Editoriale Giunti Firenze/New Jersey, 1990, (Special Volume N° III,for the Armand Hammer Museum) Carlo Vecce, pp. 51-72,1

Antonio de Beatis, Diario 1517. Cod. Vaticano lat. 3169, et seq. 67v-68r,6. lrpino,

Canzoniere, 1520, Biblioteca Parma. et seq. 43v-44r., 7. con illustrazioni in bianco nero p.212, (li riferita come “Scuola di Leonardo”, approx.1515);

MARIA TERESA FIORIO/ PIETRO C. MARANI,” I LEONARDESCHI A MILANO-FORTUNA E COLLEZIONISMO”, Electa, Milano 1991, p. 24, N°. 2:3 con illustrazioni, con riferimento come “LEONARDESCO lombardo”).

JAN KELCH I ERICH SCHLEIER, GEMAELDEGALERIE BERLIN, 200 Meisterwerke.

Koniglich Staatlichen Museen zu Berlin, Preussischer Kulturbesitz, Nicolaische Verlagsbuchhandlung Beuermann GmbH, Berlin, 1998, vol. I p. 370 con illustrazioni; (paragone con Sebastiano del Piombo); là riferito come scuola di Leonardo;

Ernst Ullmann, LEONARDO DA VINCI – RAFFAEL SANTI, “Studien zu bisher kaum beachtete n Werken”, (Studies on Works hardly noticed until today) OTTO stampato Koethen GmbH Lipsia 2006, Leonardo da Vinci, Ritratto di giovane Dama con pelliccia pp. 24-31, fig. 7 (riferito come originale della mano del Maestro);

COMMENTI

Nella sua pubblicazione ERNST ULLMANN scrive su quest’opera:” Questo dipinto prende posto tra le opere di Leonardo e non può essere attribuito che a lui. Fa parte delle opere eseguite durante il suo primo soggiorno a Milano tra il 1483 e il 1499, particolarmente ritratti come la “Dama con l’Ermellino” Krakovia, la “Vergine delle Rocce” (in questo dipinto la stessa giovane donna era la Modella per la Vergine Maria) e l’“Ultima Cena” del Louvre, e più tardi Monna Lisa Louvre e le due versioni di “Vergine con bambino e S. Anna” sempre al Louvre. In sostanza e dopo tutte le osservazioni, Leonardo da Vinci è l’unico che possa essere considerato autore di quest’opera; il bozzetto reso visibile tramite la reflettografia infrarossa conferma la mano di Leonardo da Vinci, con le pennellate tipiche di un mancino. Questo ritratto si piazza tra le sue più belle opere”.

ULLMANN continua: “l’opera era già riconosciuta come originale da A.Venturi, e E.Fischer e H.Zimmermann seguirono gli stessi ragionamenti. Nonostante ciò questo dipinto non è stato evidenziato dalla letteratura su Leonardo fin ora. Probabilmente perchè è sempre stato in possesso privato e quindi poco conosciuto. L’attribuzione a Leonardo da Vinci è basata su perizie indubitabili, grazie alle quali hanno riconosciuto la qualità unica del ritratto.”

VENTURI scrive la sua opinione da perito: “Questo magistrale ritratto di giovane donna dal sorriso delicato e affascinante è certamente opera di Leonardo. Il rosso svanito della mantellina che…” (Vedi testo originale della perizia in italiano di A.Venturi, in data 2 settembre 1921).

L’opinione generale su questo dipinto, come su tutti i dettagli, evidenzia come sia un lavoro di prima qualità dell’autore e ne indicano le origini attorno al 1500.

Nonostante ciò dimostra sempre la freschezza del quattrocento, ma anche l’armonia e l’equilibrio dell’alto Rinascimento. Il suo calore e la sua dolcezza sono distanti da qualsiasi durezza accademica. Certi manierismi, ogni tanto riconoscibili in lavori eseguiti da scolari del Maestro, mancano completamente. Questo è molto ben visibile comparandolo con la tela di Sebastiano del Piombo, “Ritratto di una giovane donna romana”.

La paternità di Leonardo è l’unica che resta dopo le analisi della forma, dello stile, in aggiunta confermato nei testi del maestro. (Un disegno assolutamente identico esiste, probabilmente di Leonardo: “Ritratto di donna giovane con pelliccia”, Louvre/Parigi, Cabinet des Dessins, Inv.N.2575, cfr. Journal of Leonardo Studies, C. Pedretti, Volume III, Giunti Firenze/New Jersey 1990, pp.145-150, full page black and white in N°2).

Riguardo all’identità della donna che ha posato per il ritratto, ci sono alcune indicazioni. MAIKE VOGT-LUERSSEN scrive nel suo libro: “Chi è Monna Lisa? Sulla ricerca della sua identità Norderstedt 2003: sotto l’aspetto “Fatti storici N°3”:

“Nel diario di viaggio di Antonio de Beatis, Segretario del Cardinale Luigi d’Aragona, che lo accompagnava durante la sua visita, il 10 ottobre 1517, da Leonardo da Vinci a Cloux, solamente i tre seguenti dipinti sono stati menzionati” … uno mostrando una certa DamaFiorentina, dipinto dal vivo, su domanda di sua Eccellenza Giuliano de Medici, un altro mostrando il giovanile Giovanni Battista ed un terzo mostrando La Vergine con Bambino e S.Anna. Quest’ultimo quasi perfetto.” Mentre le osservazioni di De Beatis sul econdo ed il terzo ci fanno capire con certezza di quali dipinti si tratta, per il terzo non è di grande aiuto. Poteva essere sia Pacifica Brandano, con la quale Giuliano de Medici aveva un figlio chiamato Ippolito, oppure una certa Dama Isabella Gualanda. Questo dipinto è poi finito in possesso del Re di Francia Francesco I per la somma di 4000 Corone d’Oro Francesi, prima della morte di Leonardo il 2 Maggio 1519. Prima che, Francesco Melzi, il principale erede del grande Maestro, che certamente era suo figlio, lasciasse la Francia, il Re di Francia acquistava da lui un’altra opera di Leonardo da Vinci per la somma di 4000 Corone d’Oro Francesi. In questo caso non sappiamo di quale opera si tratti. È corretto presumere che non si tratti della “Vergine con bambino e S.Anna”, del “Giovanni Battista” o il ritratto disegno della Monna Lisa (fatto da Leonardo nel 1503)”. Si Può quindi assumere che si tratti del ritratto descritto in questo exposé “Ritratto di giovane Dama con Pelliccia”.

FISCHER e ZIMMERMANN più tardi, riferendosi a Venturi, e segnalarono l’opera di Sebastiano del Piombo “Ritratto di giovane donna Romana” ca.1515, come dipinta ispirandosi a quella di Leonardo “Ritratto di giovane Dama con Pelliccia”

Dopo di che nessuno ha mai più preso nota di quest’opera o l’ha inserita nelle attribuzioni a Leonardo. Solamente CARLO PEDRETTI, dopo aver fatto conoscenza dell’originale, ha corretto sue opinioni del passato e ha riconosciuto di nuovo come autore Leonardo.

 

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