A tu per tu con … Gabriella Carlucci

Una vita tra TV, Politica, famiglia e tanti progetti tra i quali, la promozione del Made in Italy…

Intervista di Cristiano Arni

Abbiamo incontrato l’On. Gabriella Carlucci ed abbiamo realizzato una piacevole e consistente chiacchierata che parte da quando la storica presentatrice televisiva, esordì in TV per poi dedicarsi alla Politica ed infine sostenere l’eccellenza italiana diffondendo il brand Italia tra Stati Uniti ed Europa non senza dimenticare i trascorsi televisivi di cui ci dice in apertura di intervista.

Gabriella Carlucci

Gabriella Carlucci partiamo dalla tv: le manca la sua precedente attività televisiva?
Va detto che io continuo a fare televisione, in Inghilterra e negli USA, con due programmi trasmessi rispettivamente da London Live, una televisione che ha un bacino di utenza di 20 milioni di spettatori che sono quelli della Greater London (The Italian Factor) e da Channel 25, canale PBS, la televisione pubblica Statunitense (#TheItalianMentor): Nelle televisioni di Londra e New York ho ideato e condotto programmi per la promozione della “marca Italia”: la prossima serie londinese, dopo il successo della prima, verrà ora prodotta direttamente dalla BBC. Sono due programmi dedicati all’Italia, alle sue eccellenze. Di questi programmi io sono l’ideatrice e la produttrice (insieme ad altri) di conseguenza la tv non mi manca e comunque, a 60 anni, la mia età, non potrei fare i programmi che facevo a 20 e 30 anni.

Cosa pensa della televisione di oggi?
La televisione sarà sempre più tecnologica; allo stato attuale Sky è la televisione più innovativa, con la sua piattaforma tecnologica che dà vita ad una visione “più evoluta e coinvolgente di sempre“. Sky ha creato “un’ecosistema” disegnato intorno alla persona: trasforma la casa in un ambiente di visione perfettamente integrato su tv e devices, senza cavi.

Dal suo inizio nelle piccole emittenti private al grande salto in RAI al fianco di Enzo Tortora che ricordo ha di quell’esperienza?
Avere incontrato Enzo Tortora all’inizio della mia carriera è stato fondamentale, mi ha insegnato tutto. Lui era un uomo molto colto e scrupoloso nella preparazione dei suoi programmi. Io ero alla prima esperienza in Rai, oltretutto all’interno di un programma di enorme successo. Non dimentichiamoci che nel 1982 non esistevano le televisioni private e Portobello aveva un audience di 18 milioni di spettatori.

A quale altra trasmissione è affezionata professionalmente?
Sicuramente a “Buona Domenica”, in onda su Canale 5 nel: 1993, 1994, 1995 condotta insieme a Jerry Scotti. Sono affezionata a questo programma perché mi divertii tantissimo a condurlo. Il clima era di gioco continuo e anche il pubblico a casa si divertiva molto perché finiva per parteggiare per l’una o l’altra squadra.

Dalla Tv alla Politica, cosa è cambiato oggi secondo lei nel panorama politico?
Forza Italia nel 1994 ha rappresentato la voglia di cambiamento e di modernizzazione del nostro Paese, ma la famosa rivoluzione liberale purtroppo non si è compiuta. La sconfitta dei partiti tradizionali, FI e PD alle ultime politiche è frutto degli errori commessi negli anni precedenti da entrambi gli schieramenti, di destra e sinistra e l’aver sottovalutato i segnali di malessere mostrati dalla gente negli ultimi 10 anni, esattamente da quando è stato fondato il Movimento 5 Stelle. Salvini invece vince perché riesce a costruire un rapporto con la società e un partito nazionale. Per la prima volta i risultati della Lega al Sud, sono da partito vero.

Il suo impegno politico è stato molto attivo, ce ne vuole parlare?
La mia legge sul cinema è quella che ha permesso, attraverso gli incentivi fiscali, di aumentare i finanziamenti al settore, e obbligato i produttori cinematografici a diventare veri imprenditori e a cercare i finanziamenti nel mercato. Per il resto nel corso degli anni ci sono state delle modifiche e degli aggiornamenti delle legge che l’hanno resa uno strumento al passo con i tempi, che sono quelli digitali e di Netflix piuttosto che Amazon Prime.
La regolamentazione internet invece è ancora lontana anche se passi avanti sono stati fatti con l’approvazione della direttiva sul diritto d’autore. Per quanto riguarda la diffusione di false notizie in rete o la diffamazione c’è ancora molto da fare, mentre per i minori, la loro tutela è ancora affidata a codici di autoregolamentazione.

Il Sud Italia, lei si è molto adoperata, ha un buon ricordo della sua esperienza come primo cittadino?
Il ricordo legato alla mia esperienza di Sindaco è in chiaroscuro, con luci ed ombre. Sicuramente aver gemellato Margherita di Savoia, un minuscolo ma bellissimo comune della Puglia, con Miami è stata un’esperienza esaltante. Fare il Sindaco ti mette di fronte a delle responsabilità importanti, sei direttamente coinvolto nella vita dei tuoi cittadini e anche se oggi la scarsezza delle risorse economiche e l’enorme burocrazia sono un grande impedimento alla realizzazione dei bisogni, anche i più impellenti, fare il sindaco è davvero un’esperienza socialmente utile ed estremamente formativa.

Puglia, terra di frontiera, in epoca non remota gli sbarchi provenivano dall’Albania, oggi dal Nord Africa verso la Sicilia, problema solo dell’Italia?
L’Europa deve farsi carico seriamente del problema dell’immigrazione, i partiti in corsa per il rinnovo del futuro parlamento europeo devono assolutamente indicare delle soluzioni all’interno dei loro programmai altrimenti i partiti sovranisti avranno la meglio e sarà la fine dell’Europa come l’abbiamo conosciuta. Finora l’Unione Europea ha affrontato la crisi migratoria cercando di risolvere il problema alla meglio. L’accordo con la Turchia ha chiuso la rotta dei Balcani. Ha intensificato le operazioni di sicurezza di confine. Ha creato hot spot in Italia e in Grecia. Ma ciò che Bruxelles non ha ancora fatto è affrontare il problema alla radice: in Libia e nei paesi di provenienza dei migranti.

Cosa l’Unione Europea potrebbe fare allora in termini pratici, secondo lei?
L’UE deve fare tre passi principali. In primo luogo, rivendicare la proprietà di un processo di riconciliazione e di stabilizzazione della Libia. In secondo luogo, avviare un programma sistematico di rimpatrio forzato per i migranti economici. E in terzo luogo, negoziare con i paesi africani, offrendo notevoli opportunità di aiuto e di creazione di posti di lavoro in cambio di impegni seri per arginare l’immigrazione clandestina. Inutile dire che tali sforzi sarebbero di grande aiuto nel contrasto al traffico di esseri umani e nel ridurre il numero di persone che perdono la vita nel lungo viaggio attraverso il deserto e il Mediterraneo.

A proposito di Europa, “Sovranismo” monetario o moneta unica tout court?
Io sono per l’euro, anche se molti problemi devono essere risolti dall’ Europa, che si regge solo su un pilastro, cioè quello dell’Europa Economica, peraltro incompleta ed asimmetrica. Il problema più importante oggi è però quello dell’Unificazione del debito e del mantenimento dell’euro.
Non vi può essere però una moneta unica con debiti separati, perché questo squilibra i bilanci e determina un indebitamento progressivo dei paesi in difficoltà, determinando così un circolo vizioso: per restare nell’euro i paesi troppo indebitati devono porre in essere misure restrittive che impediscono lo sviluppo e non consentono di ripianare il debito.

E cosa pensa della Gran Bretagna, la Brexit esprime qualcosa di concreto?
Per quanto riguarda la Brexit, è figlia di due ragioni chiave: in primo luogo, la riconquista della sovranità rispetto ai poteri che stavano lentamente e irreversibilmente trasferendosi a Bruxelles. La seconda ragione chiave, e ora ampiamente condivisa dal Parlamento, è che gli elettori necessitassero di controllare i confini inglesi, o in altre parole, di ridurre l’immigrazione. L’ immigrazione europea in UK negli ultimi anni ha toccato il picco massimo ed è costantemente aumentata, in coincidenza dell’allargamento dell’Unione europea.

Secondo lei i problemi reali dell’Italia, c’è questa crisi o è semplicemente un pretesto sul quale adagiarsi per non cambiare mentalità?
Parliamo di dati certi: a Novembre l’Istat ha certificato che la produzione industriale è scesa dell’1,6% rispetto ad ottobre, del 2,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta del calo più robusto da quattro anni a questa parte e rappresenta un’ipoteca pesante sui risultati dell’ultimo trimestre, probabilmente in rosso. È un calo generale che ha coinvolto tutti i settori, con l’eccezione dell’alimentare, particolarmente grave per l’auto, su cui hanno pesato gli effetti della guerra dei dazi.

Quindi, crisi uguale Italia o potremmo dire che non siamo i soli?
Certo, la crisi non è solo italiana: anche Francia -1,3% e Germania -1,9% hanno pagato a caro prezzo il rallentamento della congiuntura, specie dalla Cina. Ma gli altri Paesi dell’Eurozona sono reduci da anni di crescita che hanno permesso da tempo di cancellare gli effetti della crisi.
L’Italia, invece, non è mai tornata ai livelli del 2011 e rischia ora di avvitarsi al ribasso. Il reddito di cittadinanza e quota cento, ovvero la modifica delle condizioni per andare in pensione, sono le misure giuste per far ripartire l’economia? Non lo so, dovremo aspettare dei mesi per capirlo, da Italiana mi auguro di si.

Lei è una forte sostenitrice del brand Italia, ci vuole illustrare il suo impegno in merito e parlare delle sue recenti attività?
Arte, cinema, spettacolo, festival, mostre itineranti e grandi eventi, in Italia e nel mondo. Da Miami al Belgrado, da Palma di Majorca a Roma, dalla Serbia a New York e Londra. Ho collaborato con Oliver Stone, Paolo Genovese, Federico Moccia, Carlo Verdone, Edoardo Leo e il pittore brasiliano Romero Britto. Ho organizzato: il Gemellaggio tra Miami e Margherita di Savoia e curato l’Inaugurazione del cantiere Ansaldo Breda per la costruzione della metropolitana di Miami con la presentazione di artisti italiani Blue and Joy.

In che modo promuove l’Arte italiana all’estero, e viceversa?
Il progetto Arts in Motion, mostra itinerante a cura della mia rete di imprese Creoturismo, che promuove la circolazione di arte di giovani artisti provenienti da Italia, Montenegro e Serbia, all’interno di Europa Creativa, il Fondo dell’Unione Europe anche finanzia la cultura, con esposizioni a Bari, Bar, Cetinje, Podgorica, Uzice-Zlatibor, Jagodina, Novi Sad e Belgrado. Ho realizzato una mostra d’arte contemporanea per la Serbia ad Expo Milano 2015.

Se non sbaglio lei si occupa anche di distribuzione cinematografica?
Nel Festival di Palma di Majorca e di Belgrado organizzo la vendita delle opera prime e seconde del cinema italiano per il mercato spagnolo e serbo. Ho collaborato con le più importanti case di produzione e distribuzione cinematografiche internazionali.

Creo Turismo di cosa si occupa?
Creo Turismo è una Federazione di imprese turistiche che ha l’obiettivo di promuovere e sviluppare il turismo, per contribuire ad un sostenibile sviluppo economico, stabilendo e mantenendo rapporti di cooperazione e collaborazione tra i settori pubblico e private.

Ci vuole fornire qualche dato?
La premessa è ovvia, il dato è oggettivo: il nostro Paese, dal Nord al Sud, dispone del più grande giacimento di risorse naturali, storiche e paesaggistiche senza pari nel pianeta. Il patrimonio culturale italiano vanta 4.158 tra musei, gallerie e collezioni, 282 aree e parchi archeologici e 536 monumenti e complessi monumentali. Questo vuol dire un patrimonio diffuso quantificabile in 1,7 musei ogni 100 km2 e circa uno ogni 12 mila abitanti.

Un patrimonio immenso in un territorio relativamente piccolo, come sostenere tutto ciò?
Un Comune italiano su tre ospita almeno una struttura a carattere museale. Creo Turismo, è un vero e proprio movimento di imprenditori e di soggetti che credono in un progetto federativo e che hanno a cuore il rilancio economico del proprio territorio attraverso la valorizzazione e lo sviluppo del turismo e delle attività connesse, che nasce per stimolare le idee, alimentare le prospettive, riempire le strategie di sviluppo di contenuti e strumenti concreti.

In quale modo Creoturismo interviene sul territorio?
Creoturismo raccoglie le istanze dei territori e le trasforma in eventi, opportunità di visibilità e sviluppo, Creoturismo diffonde informazioni e offre servizi e consulenza legati alla realizzazione di progetti che hanno come obbiettivo contribuire a creare le condizioni giuste per innescare sviluppo, crescita, investimenti e quindi lavoro e benessere.

Quanto è difficile per una donna affermarsi in Italia?
Per affermarsi, che si tratti di donne o di uomini, è necessario essere molto preparati e molto tenaci. Per le donne è più difficile ma le donne sono anche molto più tenaci e resistenti degli uomini perché sono abituate ad incontrare mille difficoltà, e poi le donne sono “multitasking”. E queste permette loro di studiare, lavorare e occuparsi della propria famiglia contemporaneamente. Questo incredibile training permette alle donne, nel momento in cui hanno un occasione, di essere pronte. Il futuro è delle donne.

Promette di tenerci aggiornati sulle sue attività future?
Certamente, ho deciso di usare in maniera estensiva i social per far conoscere le mie attività per cui, non vi libererete di me tanto facilmente.

Al termine della piacevole conversazione ringraziamo l’On.Gabriella Carlucci della sua gradevole compagnia e disponibilità in attesa di scoprire quali altri interessanti progetti avrà in serbo, noi le facciamo il nostro “In bocca al lupo.”

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