Intervista alla stilista Flavia Lecci, eccellenza della tradizione sartoriale Siciliana

Di Erika Gottardi

La stilista Flavia Lecci

Flavia, il tuo atelier nasce in una terra ricca di una grande cultura artigiana per gli abiti da sposa. Come sei riuscita ad innovare, apportando la creatività e la firma del tuo stile, pur nel rispetto di questa tradizione?

La mia terra, la Sicilia è storicamente ricca di una tradizione tessile e sartoriale. L’unità d’Italia non ha giovato alla conservazione di questo importante lascito, un’autentica ricchezza artigiana capace di fare la differenza nella realizzazione sartoriale di abiti caratterizzati da una forte personalità, capaci di vestire le spose più eleganti. Nonostante tutto il nostro territorio e le sapienti maestrie artigiane che vi operano, non hanno mai smesso di perpetuare questa tradizione. Fino a qualche tempo fa era assolutamente normale vedere le nostre case piene di preziosi ricami e merletti fatti con amore dalle nonne o dalle zie. Essendo manufatti preziosi, che richiedevano una lavorazione lunga e minuziosa, venivano utilizzati per valorizzare le vesti più importanti e preziose.  E quale evento più importante nella vita di una donna, se non quello del matrimonio! Ecco perché la cultura artigiana del wedding si è così radicata nel nostro territorio, perché il matrimonio continua ad essere l’evento per il quale si va alla ricerca delle cose più preziose. Queste parole racchiudono la risposta alla tua domanda, è la ricerca delle preziosità che lega il mio stile alla tradizione siciliana. “Tradizionale” ha per me un senso profondo, che racchiude l’uso di materiali pregiati come la seta, i pizzi francesi i ricami italiani, le lavorazioni fatte a mano che spesso attingono alla sapienza delle più antiche tecniche artistiche, elementi che amo reinterpretare in chiave attuale, al servizio della donna moderna.

Tu sei una donna dinamica, una mamma ed un’imprenditrice instancabile che lavora tutto il giorno. Vesti con stile ma con abiti facili da indossare e pratici per la vita che fai. Quali elementi del Tuo stile possiamo riconoscere nelle Tue creazioni?

Alla base del mio stile c’è sicuramente la ricerca dell’eleganza e di un gusto raffinato, una semplicità ricercata. Una donna dinamica, mamma ed imprenditrice, non può vivere la vita di tutti i giorni come se sfilasse su un red carpet! È chiaro che ogni outfit deve essere studiato in funzione di chi lo indossa e del contesto, esprimendo comunque il proprio essere.

Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato durante il tuo percorso in questo settore?

Sono passati 20 anni dal giorno in cui ho visto sfilare il mio primo abito in passerella ed ancora percepisco l’emozione di quel momento che dava il via a un sogno che, chiaramente, è cambiato nel tempo, perché le difficoltà sono state forse troppe, e solo l’amore e la passione per il mio lavoro mi hanno fatto andare avanti nonostante tutto!

Perché, diciamo la verità, la moda è business. Purtroppo il sistema ha creato dei miti, spesso falsi. Una volta i grandi marchi erano sinonimo di qualità, oggi non sempre è così e, nel frattempo, sta venendo sempre meno la cultura del bello. Troppo spesso bisogna lottare contro un sistema commerciale che lascia poco spazio all’ “Arte dell’Haute Couture”, che non è solo quella che vediamo sfilare su alcune passerelle, ma vive in ogni capo realizzato con materiali preziosi, con maestria e precisione, con tante ore di lavoro che concretizzano una ricerca estetica per raggiungere la sublimazione del “bello”, che prescinde dal tempo e tende all’eterno. Fortunatamente esistono ancora persone che riescono a percepire l’essenza di quest’arte che ha poco a che vedere con certe proposte estreme che animano recentemente le passerelle. Questa nicchia di potenziali clienti, capaci di comprendere l’importanza di questo lavoro e del valore estrinseco delle mie creazioni, sono la mia energia, quella che, alla fine di una giornata di lavoro, mi gratifica di tanti sacrifici e mi ripaga di tutte le fatiche!

Hai vestito con candore e raffinatezza le spose più belle, con la magia di abiti sognanti. Ma quale donna vorresti vestire e quale abito penseresti per lei?

R: Sono diverse le donne che mi piacerebbe vestire, tra le attrici, direi Alessandra Mastronardi che ho adorato da quando ha interpretato Micol Fontana. Amo la sua bellezza semplice e vera e la immagino in un lungo abito di chiffon rosso, con inserti in oro.

Qual è la donna alla quale ti ispiri di più quando disegni le tue creazioni?

Mi ispiro ad una donna moderna, dinamica e poliedrica. Mi piace mettere in evidenza le varie sfaccettature della donna: può essere aristocratica, raffinata, elegante ludica, sensuale con un equilibrio tra tutti gli elementi che compongono l’essere femminile.

Se non avessi fatto la stilista, saresti stata?

Non lo so, questo è stato il mio sogno fin di bambina. Sin da piccola ho cercato di realizzarlo, sempre focalizzata sul mio obiettivo. Non avrei mai pensato, ad esempio, di fare l’insegnante, Ed invece, attualmente, ricopro il ruolo Docente all’Accademia di Belle Arti nella sezione di Fashion Design ed ho scoperto questo mestiere meraviglioso. Avere a che fare con i giovani e con il loro entusiasmo, mi riempie di gioia. Riuscire a trasmettere qualcosa a loro, è quasi una missione

Quale il tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe creare un Polo della moda nel mio Sud. Un centro che operi proficuamente tra formazione e contatti con le aziende, che generi lavoro nel settore della moda. Creare occasioni lavorative, formando i nuovi professionisti nella moda, costituirebbe un grande lascito per questi ragazzi ambiziosi e talentuosi e per riportare in alto il Made in Italy.

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